di Marta Badavelli
Il nostro viaggio alla scoperta dei professori della scuola va avanti e oggi vi presentiamo il professor Giuseppe Lanzetta, insegnante di tecnologia e fotografo per passione.
Come è nata la sua passione per la fotografia?
E’ nata un po’ per caso. Quando ero un ragazzino mia mamma mi ha prestato la sua macchinetta per le vacanze: una compatta, niente di ché. Ho iniziato a utilizzarla, però mi sono scordato di mettere l’automatismo e non ho scattato nessuna foto. Quindi ho rincominciato da zero con un secondo rullino, perché allora le macchine fotografiche non erano digitali e si utilizzava ancora il rullino; la seconda volta è andata un po’ meglio della prima e da quella vacanza ho capito che in effetti la fotografia mi piaceva e mi interessava. Così, siccome non sapevo fare quasi nulla, ho cominciato a imparare la tecnica, ad informarmi portando avanti la mia passione.
Ha mai pensato di farlo diventare il suo lavoro?
Sinceramente no. L’ho fatto un po’ come lavoro quando ero più ragazzo ma in maniera saltuaria, ora è solo un hobby, una passione.
Ha una fotografia che è la sua preferita in assoluto o una a cui è particolarmente legato?
In assoluto non ne ho, soprattutto perché con il tempo se ne accumulano tante e alcune sono dei ricordi di persone o di eventi, perciò è difficile trovarne una specifica.
Che soggetti preferisce fotografare?
Diciamo che fotografo un po’ di tutto, ma in particolare fotografo animali in libertà, il soggetto che ritraggo più spesso, e poi anche paesaggi e ritratti di strada o ambientati.
Ha mai esposto o pubblicato delle sue foto?
No, non ho mai esposto le mie foto ma ho realizzato qualche libro in cui le pubblicavo, è stata pubblicata una mia foto sul giornale e ho partecipato a dei concorsi, tra cui uno che prevedeva la pubblicazione di alcune foto sulla copertina di un libro. E ho vinto!
La sua più grande soddisfazione in questo ambito?
La mia più grande soddisfazione è stato il primo concorso che ho vinto. Quel primo posto prevedeva una medaglia d’argento e un diplomino e poi, come citato prima, la pubblicazione di alcune foto come copertina di un libro. E’ stata una cosa che mi ha dato moltissima soddisfazione, soprattutto perché ero giovane e agli inizi.
Consiglierebbe a qualche ragazzo della nostra età di andare avanti con questa passione?
Assolutamente sì. Per me è una delle cose più belle interessanti che si possano fare. E’ un hobby completo, ti può dare tante cose come ad esempio studiare più i dettagli, stare più attento ai particolari e quindi guardare le cose da un punto di vista diverso: insomma, può dare tanti spunti. Poi anche studiare le foto dei grandi maestri può essere molto utile.
Ha mai riscontrato difficoltà in questo ambito?
No, anche perché le esperienze professionali che ho avuto sono state piacevoli: un anno ho lavorato con una casa editrice per un progetto specifico, quindi non c’erano competizioni con altri fotografi e non ho riscontrato difficoltà. Poi ho fatto qualche servizio di foto per privati o esperienze di questo tipo. Ho pensato qualche volta di dedicarmi di più alla fotografia, però alla fine hanno vinto la passione per l’ingegneria e per l’architettura. Insomma, crescendo mi sono trovato a dover decidere di intraprendere una strada. La fotografia, però, resta una grande passione.
Scrivi un commento